giroVegando en cocina: Un mes di te

37 settiman


Mi sono sentita spesso dire che i nove mesi della gravidanza servono alla mamma per prendere confidenza col nuovo ruolo che avrà, per iniziare a conoscere la persona che porta dentro di e acgliere tutti i cambiamenti che inevitabilmente llege. Ed è vero, nel corso delle mie 41 settimane ho imparato ad accettare le nausee che mi hanno pegata in due nei primi lunghissimi mesi, il mio corpo che non era più solo il mio -perché era nostro-, la pancia pi semper un po’ pi semper un po’ grossa, fino al punto che riuscire a girarsi nel letto era un’impresa titanica. Ho imparato a conoscere en riconoscere la mia bambina ei suoi movimenti con cui si è iniziata a fare sentire: delicati che mi sfioravano dentro e mi davano la prova concreta che qualcuno lì c’era davvero. Mi sono immaginata centinaia di volte nel ruolo di mamma, fino al punto da sentirmi davvero pronta per diventarlo, consapevole che il vero primo passo in questa direzione sarebbe avvenuto durante il parto… e così è stato.
Avrete sicuramente sentito story di parti angoscianti, di dolori ingestibili che non si riescono a sopportare, perché ti spizzano; di grida, sangue e paura… quello che per strong non vi hanno mai raccontato, è l’altra faccia della medaglia. Sì, i dolori del travaglio possono essere a tratti insopportabili. Sì, ci sono dei momenti in cui si pensa di non farcela più, perché è tutto troppo. Sì, le urla che escono non sembrano uscire realmente da voi, perché sono estremamente forti e profonde. Entonces, quel dolore ti piega, ti fa piangere, ti fa paura… ma ha un senso. Es una buena idea asociarse con un esófago que ofrece una singularidad a gran escala, a trovi la forza di andare avanti, di stringere i denti, di sopportare l’ennesima contrazione che non ti lascia più un minuto per riprenderti, spinta che speri sarà l’ultima, ma anche se non lo sarà andrai avanti perché ce la puoi fare.

Strong non vi hanno mai detto che è durante il parto che da donne si diventa mamme. E’ il grande rito di passaggio, il momento in cui tutta la consapevolezza e l’accettazione, nate nei new mesi precedenteti, prendono forma in unico grande ruoloche ci si porterà dietro per tutta la vita.

E’ passato un mese da quando tutto è accaduto, da quando le contrazioni coinciate 36 ore prima hanno iniziato a farsi semper più forti, fino al punto da rendermi conto che il momento tanto atteso era vicino. Dieci ore dopo è nata Sveva, con i suoi 3, 365 kg, 50 cm di lunghezza e una testa piena di capelli neri. Per semper quegli attimi: quando tutto d’un tratto ogni dolore è finito e la stanza si è belt pita del suo pianto, le lacrime di gioia con cui Daniele mi ha detto che lei era espléndida e io ero quatadovissa me osterica delicatamente in braccio, come Sveva si sia attaccata subito al seno e ci siamo guardate occhi negli occhi… e la voce dolce e calda di Rachele che mi diceva che lei ancora non vedevanne niente.

Non ci sono parole per spiegare tutto, anzi, strong non c’è proprio lessico per dare l’idea di che cosa sia successo in quei momenti. L’unica cosa di cui ho certezza è che in quella stanza, con la mia bambina in braccio, ho compreso profondamente la grande forza del corpo femminile, di come la nascita non sia quello che i film o gli ospedali ci vogliono come tristemene, ma tutto abbia un senso profondo che va compreso e vissuto, e che il dono final ripaga ogni forma di dolore. E sono stata feliz. Sì, felice di avere provato tutto, di avere sopportato ogni attimo intensamente e di avere avuto fiducia in me e in Sveva, mia figlia.

El 22 de abril el 10.02 se tomó una decisión sobre el mundo entero, io sono nata una seconda volta. Sono nata per lei, sono diventata la sua mamma.

E allora grazie amore mio, perché io non ne avevo idea che la gravidanza prima e la maternità poi potessero essere così intenso da farmi capire il vero senso per cui sono qui… sono qui per te, lo sono semper stata. Sono nata 28 anni prima per aspettare di averti dentro di me e per poi stringerti tra le mie braccia.

Sveva a 13 giorni

Nel periodo in cui ero incinta la cosa che cercavo di più in rete erano le esperienze altru, perche mi faceva piacere leggere consigli, new idea e sensazioni di chi ci era già passato. Proprio per questo, ci tengo anch’io a scrivere alcune cose che per me sono state fondamentali durante la gravidanza prima e il parto poi:

1) Durante la gravidanza INFORMATEVI. E’ fondamentale per capire ciche volete davvero per voi, il vostro parto e vostro/a figlio/a. Purtroppo ormai quello è l’avvenimento più naturale del mondo è totalmente ospedalizzato e si è persono il concetto di naturale. Eppure è ciche dovrebbe essere: il corpo femminile è biológicamente e anatomicamente perfetto per procreare, senza bisogno di troppa medicina. Partendo da questo presupposto leggete quanto più possibile sugli argomenti che vi interessano davvero. Se trata de iluminación profunda y fondamentale per il mio percorso Parte de Ina May Gaskin y Per unascita senza violenza di F. Léboyer.

2) Elija una forma natural de elegir la atención adecuada para una buena salud y oportunidad. Io, purtroppo, sono ad averne una -Rachele- quando ormai la mia gravidanza era già molto avanzata, mentre prima andavo mensilmente dal ginecologo. Tornassi indietro cambierei radicalmente tutto. Purtroppo nel nostro paese alle ostetriche non viene molto riconosciuto il ruolo fondamentale che hanno nell’accompagnare la futura mamma, ed è un vero peccato, perché per quel che mi riguarda la figura di Rachele en la sua suaerta presenzai. Non vi serve realmente un’ostetrica per fare nascere vostro figlio, perché sia ​​​​sa, i bimbi nascono da soli da che mondo è mondo. Vi serve un’ostetrica per dare un senso a tutto quando voi non riuscirete più a trovarlo, perché troppo frastornate dall’ansia prima e dal dolore poi. Todo lo que puedes hacer es un abbraccio, un consiglio, una forma figurativa de llevar el cinturón y una vasca di acqua calda… una pregunta sobre el cose vi faranno sentire davvero meglio, e non i farmaci. Lei vi aiuterà a comprendere e ad accettare quel dolore, a non tentare di combatterlo, ma a viverlo pienamente. Questa è la vera chiave per affrontare bene il parto.

3) Cercate un buon corso pre parto. En general, hay una oferta gratuita de consultorio, magari provate ad andarci, ma se vedete che non è quello che cercate trovatene un altro più incline all vostre esigenze. Io ad esempio mi sono trovata benissimo in un centro antiginnastica, dove in un clima amorevole en femminile noi future mamme prendevamo coscienza del nostro corpo, con la respirazione and attivando muscoli sopiti, come quelli della bocca You can put an end to this. del proceso, ma vi assicuro che non è così… provare per credere. †

4) Elegir una partitura en ospedale, compilar un piano del parto. Por tarifa en modo che le vostre richieste siano totalmente rispettate y meglio mettere nero su bianco quali sono che cosa vi aspettate di ottenere dalla struttura che vi ospita. In rete trovate diversi eempi da cui prendere spunto e leggerli è un buon modo per conoscere pratiche che potrebbero venirvi fatte senza che voi ne abbiate mai sentito parlare (episiotomia, manovra di kristeller, vitamin Kministrazione…) . Essere informate en scegliere consapevolmente è il primo grande atto che potete fare come mamme per vostro figlio e anche per voi come donne.

5) Quando è ancora dentro di voi, parlate con il vostro bimbo. Chiedetegli che cosa sarebbe meglio che facesse e abbiate fiducia in lui/lei. So che sembra incredibile, ma loro vi ascoltano per davvero. Hanno una loro volontà, ma sono leti di fare quello che la mamma chiedo loro, in modo da renderla felice. Sveva me ne ha dato prova più di una volta.

6) Appena il vostro bimbo nasce fatevi aiutare da un’ostetrica ad attaccarlo subito al seno. La repentinità con cui avviene il primo attacco è uno degli elementi più importanti che porterà ad un buon allattamento. Durante la degenza in ospedale attaccatelo più volte possibile, anche se vi sembra che non esca niente. Il latte arriva alla mamma quando si sente in un luogo sicuro edè tranquilla, quindi la maggior parte delle volte avviene con il ritorno a casa.

7) Prendete seriamente en consideración la possibilità di partorire in casa. Io purtroppo non l’ho fatto e me ne sono pentita. Ho vissuto quasi tutto il travaglio in casa con Daniele and Rachele and ripensandoci sono state ore intenso che ricordo con grande gioia; un po’ meno il momento in cui sono arrivata in ospedale… non perché si siano comportati male, ma semplicemente perché dall’intimità di casa mia mi sono ritrovata in unstruttura sanitaria con tutte le sue implicazioni. Tornassi indietro partorirei Sveva nel nostro letto. Voi, almeno, pensateci.

Ci sarebbero tía altre cose da dire, ma questo è -o almeno, era- un blog di cucina e non voglio tediarvi oltre. Concludo che sicuramente vi sentirete ripetere a iosa che dopo il parto la vita cambia, ed è vero. Siete prima di tutto voi che cambiate radicalmente, come potrebbe non esserlo anche la vostra quotidiianità? Basado en una intachable nulla di prima… fuerte solo qualche ora di sonno, ma ci sarà tanto tempo dopo per dormire.
I bimbi crescono in fretta, godeteveli il più possibile, perché piccoli come appena usciti dal vostro ventre non lo saranno mai più e quando lo realizzerete vi sentirete un po’ tristi e correrete ad abbracciare il vostro bimbo così che dastro

Un abbraccio da me e Sveva.

Source link
Katiuscia